mercoledì 10 agosto 2011

Baghera

Baghera, la pantera che sta girando tra i boschi della maremma, è sicuramente la regina dell’Estate. Regina di un’estate anomala, in perenne affanno tra le colline metallifere e in procinto di arrivare, sorniona al suo epilogo. Baghera è entrata come un fulmine a ciel sereno nella vita pubblica della comunità e se ne parla in ogni dove: al bar, in spiaggia, nei locali notturni.

Baghera non è solo un felino atipico per la zona in cui viviamo, Baghera è evasione, è fascino dell’ignoto, è fuga. Baghera, che esista o meno, rappresenta nell’immaginario collettivo la fuga dalla routine quotidiana, è quel qualcosa di strano e insolito che non capita mai in una questa società omologata e omologante, che soffoca l’individuo con la sua standardizzazione.

Baghera toglie l’individuo dalla noia, dalla razionalità standardizzante di una società depressa, per ricollocarlo in una sfera onirica, in un sogno di evasione dalla routine ,un sogno di libertà dalla prigionia del quotidiano.

Baghera non fa paura, Baghera è un sogno di una notte di mezza estate.


K.

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